Si può far volare un drone in Italia?

La possibilità di volare dipende dal drone, dalla registrazione e dal luogo esatto in cui voli. Ecco cosa occorre sapere: le regole principali, le zone di divieto di volo e le fonti ufficiali, tutte raccolte in un unico posto.

Autorità di regolamentazione

ENAC

Quadro normativo

EU 2019/947 (categoria aperta EASA) + quadro nazionale di attuazione

Abilitazione del pilota

Patentino drone

REGOLE FONDAMENTALI (CATEGORIA APERTA EASA)

  1. Nella categoria aperta, l'altezza massima è di 120 m misurati come distanza dal punto più vicino della superficie terrestre — non semplicemente in verticale verso il basso, quindi vicino a un pendio anche il terreno accanto a te può contare. Entro 50 m da un alto ostacolo artificiale (oltre 105 m), l'altezza massima può essere aumentata fino a 15 m sopra l'altezza dell'ostacolo su richiesta dell'entità responsabile dell'ostacolo.
  2. Registrazione in Italia tramite il portale D-Flight (salvo le esenzioni indicate sotto): abbonamento Basic €7/anno (PRO €28/anno) + QR Code obbligatorio su ogni drone (Base €7/UAS, primo incluso con l'abbonamento iniziale)
  3. Esenti: i droni giocattolo (Direttiva 2009/48/CE) non richiedono registrazione, attestato né assicurazione; i droni sotto 250 g senza telecamera o microfono non richiedono la registrazione.
  4. Piloti stranieri: la registrazione dell'operatore è valida in tutti i Paesi UE e in Svizzera. Chi è già registrato nel proprio Paese UE non deve registrarsi su D-Flight: basta esporre sul drone il proprio numero di operatore. Chi risiede fuori dall'UE (incluso il Regno Unito) si registra nel primo Paese UE che intende visitare.
  5. In Italia l'età minima per pilotare in A1/A3 è 16 anni; per i minorenni (16-17 anni) è richiesto il consenso del genitore o tutore legale per la registrazione sul portale ENAC. L'attestato online (40 domande) è valido 5 anni.
  6. L'assicurazione di responsabilità civile è obbligatoria per tutti i droni (anche sotto 250 g e per uso ricreativo), salvo i droni giocattolo (Dir. 2009/48/CE) — copertura minima 750.000 DSP, ai sensi dell'art. 27 del Regolamento UAS-IT e dell'art. 1015 del Codice della Navigazione.
  7. Roma e Città del Vaticano: ampie zone di divieto di volo
  8. Nella categoria aperta, devi mantenere il drone entro il tuo contatto visivo diretto, a occhio nudo (occhiali/lenti a contatto vanno bene; binocolo o schermo non contano) — oppure volare con l'aiuto di un osservatore, mantenendo in ogni momento una comunicazione chiara ed efficace tra voi, così da poter sorvegliare insieme lo spazio aereo ed evitare collisioni. La modalità «follow-me» è un'eccezione separata, consentita fino a 50 m dal pilota.
  9. Non sorvolare assembramenti di persone. Le norme per le persone non coinvolte dipendono dalla sottocategoria, dal codice di classe e dalle condizioni operative; consultare la tabella ufficiale.
  10. Non esiste un'unica distanza dagli aeroporti: le zone geografiche aeroportuali (Circolare ENAC ATM-09A) sono pubblicate su D-Flight. Nella categoria aperta il volo è vietato dentro queste zone, che iniziano a un'altezza diversa secondo il colore (rossa 0 m, arancione 25 m, gialla 45 m); nel resto di ATZ e CTR la zona inizia di norma a 60 m. Sotto tali altezze si può volare senza riserva dello spazio aereo; per volare dentro le zone serve la categoria specifica con nulla osta di ENAC o dell'Aeronautica Militare.
  11. Il volo notturno è consentito ai sensi dei requisiti di base della categoria aperta dell’EASA, purché venga utilizzata la luce verde lampeggiante richiesta, a meno che una norma nazionale o relativa a una zona geografica specifica non imponga condizioni più restrittive.
  12. Siti storici e aree archeologiche possono essere soggetti a ulteriori restrizioni
  13. Parchi naturali: il sorvolo è vietato dove il divieto approvato da ENAC è pubblicato su D-Flight; per volarci serve il nulla osta dell'Ente Parco.
  14. Droni con marcatura C1, C2 o C3: l'identificazione remota diretta e la geo-consapevolezza devono essere attive e aggiornate.

Zone di divieto di volo e restrizioni

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Domande frequenti

È necessario possedere una licenza o un certificato per pilotare un drone in Italia?

Qui si confondono facilmente due cose diverse. La registrazione come operatore di droni è richiesta già quando il drone pesa 250 g o più, oppure è dotato di una fotocamera o di un sensore in grado di acquisire dati personali: riguarda quindi anche molti droni sotto i 250 g, a meno che non rientrino nell'esenzione prevista per i giocattoli. L'attestato di competenza («Patentino drone») è un'altra cosa: serve solo quando il drone pesa 250 g o più, oppure riporta la marcatura di classe C1 o superiore. Un drone con fotocamera sotto i 250 g richiede dunque la registrazione, ma nessun esame. L'attestato si ottiene superando un esame teorico online presso ENAC ed è poi valido in tutta l'area EASA, non solo qui.

Posso far volare un drone in Italia come turista o visitatore straniero?

Sì — le norme UE sui droni valgono anche per i visitatori. Se sei già registrato come operatore di droni in un altro Paese EASA, quella registrazione e il tuo attestato A1/A3 (anche A2) valgono anche in Italia. Se arrivi da fuori dell'area EASA, ti registri una sola volta — nel primo Paese EASA in cui intendi volare, qui presso ENAC. L'Italia richiede un'assicurazione di responsabilità civile verso terzi per ogni volo con drone, compresi i droni sotto i 250 g (sono esenti solo i droni giocattolo ai sensi della direttiva 2009/48/CE) — gli operatori registrati EASA in visita mantengono la registrazione del proprio Paese ma devono avere una copertura valida in Italia (minimo 750.000 DSP).

Quali sono le regole più importanti sui droni in Italia?

In breve: Nella categoria aperta, l'altezza massima è di 120 m misurati come distanza dal punto più vicino della superficie terrestre — non semplicemente in verticale verso il basso, quindi vicino a un pendio anche il terreno accanto a te può contare. Entro 50 m da un alto ostacolo artificiale (oltre 105 m), l'altezza massima può essere aumentata fino a 15 m sopra l'altezza dell'ostacolo su richiesta dell'entità responsabile dell'ostacolo. Inoltre: Registrazione in Italia tramite il portale D-Flight (salvo le esenzioni indicate sotto): abbonamento Basic €7/anno (PRO €28/anno) + QR Code obbligatorio su ogni drone (Base €7/UAS, primo incluso con l'abbonamento iniziale). E ancora: Esenti: i droni giocattolo (Direttiva 2009/48/CE) non richiedono registrazione, attestato né assicurazione; i droni sotto 250 g senza telecamera o microfono non richiedono la registrazione. Queste sono le norme fondamentali dell'aviazione — in Italia possono applicarsi anche requisiti specifici relativi allo spazio aereo, all'uso del territorio, alla tutela della natura, alla privacy e alla fotografia, quindi controlla sempre le fonti ufficiali.

Dove non è consentito far volare un drone in Italia?

Ciò che devi evitare sono le zone soggette a restrizioni — di solito intorno ad aeroporti, carceri, aree militari e aree naturali protette. La mappa ufficiale valida in Italia è indicata nella sezione Fonti qui sotto e l'app DroneKoll mostra i NOTAM aggiornati (restrizioni temporanee dello spazio aereo) per il paese.

Chi regola il volo dei droni in Italia?

Il volo con i droni in Italia è regolamentato da ENAC. La gestione dello spazio aereo spetta a ENAV. Le pagine ufficiali di entrambe le organizzazioni sono indicate nella sezione Fonti qui sotto — sono i link che vale la pena salvare.

Buono a sapersi

FONTI UFFICIALI

RISORSE AGGIUNTIVE

Consultare sempre le fonti ufficiali di ENAC e D-Flight prima di volare. Questa pagina è una guida, non una fonte giuridica. L’Italia applica la normativa EASA con integrazioni nazionali.

L'app

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